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Ringraziamenti

Lubiana 2012

Lubiana . Slovenia - “Wake up! In 10 minutes into the van number 4 !” E’ iniziata cosi’, colti di sorpresa, il sabato mattina, alle cinque, la nostra avventura cinofila a Lubiana. Eravamo in anticipo di mezz’ ora rispetto all’ inizio programmato, d’ altronde quando l’ autista della vettura dei pompieri sloveni che ci ha prelevato al confine di stato era stata chiara: si trattava della simulazione di un gravissimo terremoto, ed in questi casi, si sa, orari e programmi non contano piu!

E allora via, la luna ancora alta, tre gradi, cielo terso, Sandro con Marietto, Alessandra con Rey e Nicola con Pablo.Diretti verso i monti che circondano la capitale. La prima ricerca e’ buona, ancora intorpiditi per la fredda notte in tenda, la gamba non e’ ancora pronta per i ripidi pendii dei boschi sloveni, ma i cani stupiscono per reattivita’ e una carica quasi esplosiva. Due dispersi

ritrovati.

Poi giù di nuovo al campo base, alla tenda per un caffè caldo, no non c’ è tempo!

Pochi secondi e ci si ritrova in un altro furgone dei pompieri, verso, non si sa quale nuova missione, ce lo comunicheranno solo sul luogo dell’ intervento. Quanti dispersi?

“Bah, may be ten, we don’ t know.” Si vive calati in un’ atmosfera indecifrabile ci vuole spirito di iniziativa, capacita’ decisionale, e’ un continuo cambio di situazioni il tutto tra potenziali fughe di gas o pericolosi incendi. Si deve cambiare strategia ogni volta.

E prima o dopo ogni intervento conduttori e cani stipati come sardine sul furgone, uno addosso all’ altro due maschi e una femmina, due uomini ed una donna. I cani bravissimi anche in questi momenti di sovraffollamento coricati gli uni sugli altri hanno dimostrato grande capacita’ di autocontrollo e sopportazione, forse consci della responsabilità loro riposta. Le ricerche si susseguono senza pause, boschi, edifici diroccati, vecchi capannoni dismessi, solai pericolanti, ripide scale malandate, fitta vegetazione, una calata dal cornicione di un terzo piano con il cane imbragato, orientamento; nulla impedisce ai nostri cani di trovare varie “victims”. Sarà cosi’ innumerevoli volte, la tensione rimane palpabile sin dopo il tramonto, si giunge a notte sfiniti, ed affamati, ma appagati, i cani ancora vigili e pronti a partire.

Un plauso all’ organizzazione, nulla lasciato al caso, situazioni veritiere e realistiche, giudici e collaboratori preparati e competenti, un approccio alla cinofilia moderno ed evoluto, grande preparazione e professionalita’ delle unita’ partecipanti.

Durante il ritorno in Italia l’ euforia ci mantiene carichi; quest’ anno lo scopo era capire, fare esperienza, d’ altronde si era partititi senza immaginare cosa realmente ci aspettava, gli sloveni,infatti, erano stati giustamente poveri di informazioni.

E, visto che le nuove leve del gruppo  avanzano, che dire se il Gelso lanciasse la sfida con due team? Di certo Pablo e Ray vorranno ripetersi; l’ eta’ anagrafica per loro non conta nulla e poi ci si potra’ permettere di rinunciare alla loro indiscussa pluriennale esperienza?

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