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Zizza, il cane che combatte gli incendi

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Il border collie-investigatore dei volontari dà la caccia ai piromani sui Colli Euganei: il suo fiuto aiuta il Corpo Forestale dello Stato

di Annalisa Celeghin

PONTE SAN NICOLO’. Si chiama Zizzania di Cambiano, ma tutti la chiamano Zizza. Ha 11 anni ben portati, pelo bianco e nero, sguardo attento e di mestiere fa… il cane antincendio. È la border collie dell’addestratore Sandro D’Alò (presidente dell’unità cinofila padovana Il Gelso, nata nel 1999, sede a Ponte San Nicolò), specializzata, fra le altre cose, nell’intervento nelle zone incendiate. In questi giorni c’è da lavorare. I Colli Euganei, in particolare il Monte Cero e il Monte delle Forche, sono stati bersagliati da diversi incendi che hanno mangiato ettari di vegetazione. Un inizio stagione davvero difficile per il nostro patrimonio boschivo e, di certo, il caldo e l’assenza di precipitazioni non aiutano. Ad aggravare il bilancio, c’è l’ipotesi che si tratti di incendi di natura dolosa. È proprio in questi frangenti che Zizza, spesso affiancata nell’azione dall’amica Labrador Petra, arriva dove l’uomo non può. «È già la terza volta che il Corpo forestale chiede il nostro intervento, quest’anno», racconta D’Alò. Ma vediamo in cosa consiste il lavoro di Zizza. Ad incendio domato e spento, una volta che i vigili del Fuoco e il Corpo forestale hanno provveduto alla bonifica del territorio combusto, Zizza entra in azione perlustrando le zone dove, presumibilmente, l’incendio ha avuto origine. E qui entra in gioco la sua incredibile abilità nell’individuare odori che ben conosce dai mesi dell’addestramento:idrocarburi insaturi, polvere pirica, zolfo o, più banalmente, zampironi e carta combusta. Una volta riconosciute queste sostanze, Zizza segnala il raggiungimento del suo obiettivo mettendosi “a terra” che, nel linguaggio dell’addestramento cinofilo, significa che il cane porta il petto a contatto con il terreno, mantenendo le zampe anteriori “a sfinge”. In base alla segnalazione del cane, vengono prelevati e inviati ai laboratori del Cnr alcuni campioni di terreno da analizzare per individuare il tipo di sostanza utilizzata dalla mano dei piromani. «Nonostante i suoi 11 anni, che per un cane non sono pochi, Zizza ha ancora molto da dare», continua D’Alò, «Ha una marcia in più in tutto: la ricerca di esplosivi, di denaro illecito, di sigarette di contrabbando. L’idea dell’addestramento antincendio mi è stata ispirata dalle unità cinofile fire investigation attive negli Usa. In Italia è in fase sperimentale. Zizza sta dando grandi soddisfazioni anche in questa recente collaborazione con il Corpo forestale che forniamo a titolo gratuito». Gratuito, ma non per questo meno prezioso. «È un vero e proprio vulcano. Qualche giorno fa, impegnata nelle zone degli incendi, ad un certo punto è sparita. Dov’era? Aveva sceso un pendio, era passata sotto la rete di confine dei terreni di un contadino e stava esplorando i dintorni… lei è fatta così, non sta ferma un attimo».

Questa è Zizza, inconsapevole protagonista di un grande lavoro che per lei resta solo un bel gioco: una sorta di caccia al tesoro che le porta come ricompensa un buon bocconcino e qualche coccola del suo padrone.

 

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09 agosto 2012