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Trino Vercellese 09.12.2017

Ogni tanto ci piace metterci alla prova e.. ci riusciamo. Quest’anno, per festeggiare il Natale, con sei unità cinofile ci siamo cimentati nella 12 ore di Trino Vercellese, gara di ricerca ben organizzata da ACCK9T a cui vanno i nostri ringraziamenti e grazie anche ad Antonio Guglielmi che ci ha ospitato.

Ci siamo divertiti e ci siamo sentiti soddisfatti.

Bastano queste poche parole per descrivere una giornata di lavoro intensa ma anche rilassante, una di quelle giornate che ti libera la mente e ti riempie la pancia di cioccolata, una di quelle giornate che, nonostante il freddo, ti riscaldano il cuore perché ti permettono di fare quello che più ti piace con chi ti piace: il mio cane ed il mio team.

La classifica non conta.

ATTIVITA’ ADDESTRATIVE ESTIVE – SUMMER CAMP 2017

Dopo l’ultima intensa esercitazione di Maggio a Lubiana, alcuni membri della nostra squadra si sono concessi un week end a Kranjska Gora dove gli istruttori del Drustvo vodnikov resevalnih psov Slovenije hanno organizzato una sessione di lavoro in preparazione al Mission Readiness Test di superficie.


 

Dal 30 giugno al 2 luglio 4 binomi si sono messi alla prova nel favoloso scenario del Triglav con prove di ricerca, orientamento ed uso delle corde.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ stato un piacevolissimo week end di lavoro dove, oltre a testare il livello di preparazione delle nostre unità cinofile, è stato possibile rinsaldare l’amicizia che lega Il Gelso a questa importante realtà slovena.

Ovviamente, per noi, è stato molto importante il confronto con Dusan Weber ed il suo staff che, curando ogni dettaglio, ha saputo far crescere noi ed i nostri cani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Queste poche righe sono un ringraziamento a tutto Il Gelso che ci ha dato l’opportunità di partecipare ad un momento formativo estremamente qualificante ed al gruppo Drustvo vodnikov resevalnih psov Slovenije che con tanta disponibilità ci ha invitato alle loro occasioni formative.

LA VALANGA AZZURRA

Per chi ama la montagna e i cani il corso valanghe è una occasione da non perdere.

 

           Monte Vogel – Slovenia

            15 /19 marzo 2017

Anche questa volta il Gelso, che è sempre in mezzo come il prezzemolo, presentava 2 binomi.

Io con la Bella e Paltan con…. Paltan.

Paltan in realtà si chiama Enrico, geologo di professione, avventuriero nella vita.

L’altro Paltan è il suo cane, Vogue, un dolce e bellissimo pastore tedesco a pelo lungo.

Al Gelso abbiamo deciso di usare lo stesso nome nella speranza che uno dei due ci dia retta e ci stiamo ancora lavorando.

Dopo aver caricato la jeep all’inverosimile siamo partiti e…arrivati.

Tralascio che siamo entrati in una camera già occupata e che siamo stati gli unici ad arrivare in ritardo a cena e passo alla prima giornata di    lavoro.

UN DISASTRO

Bella ha esordito con tutto il repertorio di quello che un cane non deve fare durante una ricerca e anche Vogue non è stato da meno.

La sera ci siamo trovati, depressi e smonati, a dire le classiche frasi che vengono fuori in questi momenti:

 

” Lo vendo”

” Lo lego al guardrail”

” Beviamoci una birra”

 

Sarà stata la birra o la stanchezza che passava ma abbiamo ritrovato la giusta grinta e così siamo andati a dormire. “Cotti ma carichi”

La mattina eravamo nelle stesse condizioni: “Cotti ma carichi”.

E’ stata una giornata stellare.

Purtroppo in questi stage, dove si lavora circa 8 ore al giorno, bisogna mettere in preventivo gli imprevisti che per la Bella stanno diventando una routine e quindi…veterinario, punti e fine dello stage.

Per i Paltan la sfida è continuata.

 

Terzo giorno

Devo ammettere che i preparativi del duo non sono stati dei più promettenti.

L’umano ha rovesciato la ciotola di crocchette sul pavimento del bagno e, quasi a schifare la giornata che lo aspettava, l’ho visto rotolarsi per terra inciampando nel nulla e arrivati alla funivia ha scoperto di essersi dimenticato due cosucce: gli scarponi e lo skipass.

L ‘ultimo giorno la Bella stava meglio ed ha potuto lavorare nella stessa squadra dei Paltan.

E’ stata una bellissima giornata e noi con i nostri cani abbiamo chiuso in bellezza.

Cosa abbiamo portato a casa?

La fiducia… nei nostri cani

La gioia…. di lavorare con loro

Il desiderio….di dimostrare a loro quanto siamo contenti di quello che stanno facendo per noi

 

Cosa ho lasciato in Slovenia?

Le chiavi della macchina

 

FIORE

I MIEI GIOIELLI

La dolce Lilla , Camilla la piccola che non molla mai e Zac il ribelle.

Sono i miei gioielli.

Con loro ho cominciato e con loro sto continuando questa esperienza che si chiama IRO.

Riconosco che non sono i miei cani, ma dopo tutte le avventure passate insieme, in fondo sono diventati anche un po miei e non mi interessa se e’ solo una mia fantasia, mi fa piacere pensare che anche loro, ormai abituati alla mia presenza, abbiano sviluppato con me una forma di complicita’, insomma ci capiamo con lo sguardo.

Anche questo weekend ero con loro a fidenza, Zac per la prova attitudinale Camilla e Lilla per la conquista dei punti per il mondiale.

Come e’ andata ?

Bene…ma in un modo diverso.

Mi sto rendendo conto che durante questo percorso anch’io sto crescendo con loro i miei giudizi adesso non sono dettati solo dalle emozioni ma da una consapevolezza diversa.

Credo di aver capito il vero significato dell’IRO, non e’ semplicemente una gara per la conquista dei punti ma un percorso formativo.

Mi e’ sempre piu’ chiaro che la scelta dell’IRO va fatta in due, cane e conduttore.

Oggi posso dire che molti dei cani che si avvicinano a questa disciplina hanno le potenzialita’, che gli allenamenti li portano ad essere sempre piu’ completi ma che questa preparazione  spessissimo non viene fatta dal conduttore.

Si tende a caricare tutta la responsabilita’ al cane…. “cerca” …..e il cane deve trovare.

Per me non funziona cosi’, siamo noi che diciamo al cane come e dove cercare, come fare la sequenza dei tavoli , quando mettersi a terra o in piedi durante l’ubbidienza, ma se qualcosa non va’ e’ il cane il “colpevole” .

Troppe volte ho sentito dire: “non l’ha mai fatto” o  “non capisco oggi cosa abbia”

Mi piacerebbe sentire: “non sono riuscito ad aiutare il mio cane”,

ammettere che anche il conduttore deve lavorare per correggere i propri errori.

Dovremmo imparare ad avere l’umilta’ di prenderci le nostre responsabilita’, e quando il cane sbaglia spesso l’errore lo facciamo noi che in fondo non ci prepariamo molto per affrontare questi test.

Massimo rispetto per i mei tre amici Sandro, Mirko e Enrica mia amica di merende che continuano a mettersi alla prova, comunque sia andata loro ci hanno provato e per me questa e’ stata la loro vittoria.

Lady IRO

SETTIMANA INTENSA

Per la nostra associazione è appena trascorsa una settimana che definire “intensa” è un eufemismo.  Abbiamo vissuto sentimenti contrastanti: da un lato la preoccupazione ed il sostegno dato alle nostre due unità cinofile impiegate ad Amatrice (RI) in soccorso delle persone sepolte sotto le macerie del recente terremoto, dall’altro (il caso ha voluto che le cose succedessero in simultanea) una immensa gioia per la vittoria ottenuta dalla nostra squadra ai Campionati del Mondo F.C.I.   (Federazione Cinologica Internazionale) per cani da soccorso svoltisi a Craiova (Romania )  dal 25 al 28 agosto.

Durante gli avvenimenti che ci hanno coinvolto abbiamo scelto il silenzio per rispettare la sofferenza ed il dolore di chi, negli stessi momenti in cui eravamo chiamati ad esultare, era vittima di una catastrofe che ha causato la perdita di amici e conoscenti e la distruzione dei sacrifici di una vita.

Crediamo, però, che sia anche doveroso ricordare il lavoro dei nostri volontari che, in silenzio e con professionalità, da tanti anni e per molte ore a settimana si preparano ad avvenimenti importanti sia di carattere sportivo (finalizzati al mantenimento delle capacità operative delle unità cinofile) sia di carattere operativo per il soccorso delle persone disperse.

Grazie ad costante formazione due unità cinofile del Gelso sono state chiamate dall’U.C.I.S. (Unità Cinofile Italiane da Soccorso che ci rappresenta presso il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile) ad intervenire, unitamente ad altre provenienti da tutta Italia, nel comune di Amatricia prestando la loro opera per quattro giorni.

Ma l’avvenimento che vogliamo celebrare è la vittoria ai campionati del mondo ottenuta dalla nostra squadra, in rappresentanza dell’Italia, composta da Fornelli Nicola Team leader, D’Alò Sandro con Leila, Zelandi Federico con Baloo, Borsato Mirko con Camillae e Busnardo Federico con Vog che partiti il 23 agosto per Craiova, dopo una serie di prove il 28 agosto si aggiudicavano la vittoria nella “specialità ricerca dispersi in superficie”. CAMPIONI DEL MONDO tra 20 squadre in rappresentanza di dodici nazioni. La competizione, fin da subito, è risultata molto accesa con i due team francesi (alla fine secondi e terzi) che hanno tentato in ogni modo di aggiudicarsi la competizione. La vittoria è stata ottenuta grazie ad una eccellente prestazione proprio nella prova regina, la ricerca dei dispersi dove il team padovano ha saputo fare meglio di tutti ed in tempi brevissimi.

Il rientro è stato il trionfo di tutto il Gelso, una squadra di 20 volontari che non ha mai mollato, neanche alle 5 del 29 di agosto quando il team, dopo circa 16 ore di viaggio, è stato accolto al suo rientro da tutti i volontari.

Sport e soccorso in questa disciplina sono il connubio perfetto per trovare soddisfazione nel lavoro con il cane sapendo che il primo aiuta l’unità cinofila a raggiungere e mantenere la professionalità necessaria negli interventi di soccorso.

Infine un grazie a tutti quelli che ci sostengono: grazie al loro contributo possiamo operare con serenità ed in sicurezza perché il loro aiuto ci garantisce annualmente le opportune dotazioni e la possibilità di esercitarci con costanza negli scenari più disparati sia in Italia che all’estero.

          Con il Lutto al cielo a voler dedicare la vittoria alle vittime del terremoto.

STORIA DI AMICI E DI CANI

DOMENICA 10 LUGLIO SI E’ TENUTO IN TOSCANA L’ESAME ENCI PER IL BREVETTO IN SUPERFICIE;

DEL NOSTRO GRUPPO ERANO PRESENTI  ENRICA  CON IL SUO BREVETTO ENCI DI MACERIE ANCORA CALDO E MIRKO CHE QUEST’ANNO HA OTTENUTO  IL BREVETTO IRO “A E B”  IN SUPERFICIE E MIRAVA AL “ EN PLEIN” CON IL CONSEGUIMENTO DEL BREVETTO ENCI.

VENERDI’ 8 LUGLIO

NON AVEVO DUBBI.

QUELLO DI MIRKO NON ERA UN ECCESSO DI ZELO PROVARE IL FIGURANTE SOTTO IL TELO MIMETICO,  MA  IL TIMORE CHE CAMILLA NON ABBAIASSE CONVINTA  E  AD ENRICA PROVARE IL CAMPO LE DAVA  LA TRANQUILLITA’  CHE ZAC SI SAREBBE PRESENTATO MOLTO CONCENTRATO ALLA PROVA.

DOMENICA 10 MATTINA

DEL GELSO PARTE PER PRIMA ENRICA  CON IL NUMERO 9  ENRICA E ZAC …..VA A FUNGHI!

ADESSO RIPENSANDOCI RIDO, MA AL MOMENTO ME LA SONO VISTA BRUTTA PERCHE’  RECUPERARE QUEL RIBELLE E’ SEMPRE UN IMPRESA. TUTTO PERO’  E’ ANDATO COME DOVEVA ANDARE: 2 FIGURANTI TROVATI …FATTA.

CON IL  NUMERO 12 PARTE MIRKO CON CAMILLA , LA PROMESSA DEI MONDIALI.  TANTO E’ STATO FATTO CON QUEL CAVOLO DI TELO CHE CAMILLA NE TROVA UNO PERSO IN GIRO PRECEDENTEMENTE DIMENTICATO DAL FIGURANTE.

PENSO CHE ABBIA PENSATO CHE PER MIRKO IL TELO MIMETICO E’ COMUNQUE UNA COSA IMPORTANTE E GLIELO HA SEGNALATO CON UN ABBAIO STRANISSIMO, TANTO CHE MIRKO NON HA AVUTO DUBBI: LI SOTTO NON C’ERA NESSUNO.

IN UN TEMPO ESAGERATAMENTE  BREVE CAMILLA HA CONCLUSO LA RICERCA RITROVANDO I DUE FIGURANTI … PERFETTA.

DOMENICA POMERIGGIO

PALESTRA : NESSUN PROBLEMA

INDIFFERENZA ALL’ ACQUA : QUI APRO UNA PARENTESI: E’ UNA PROVA CHE NON CONOSCEVO. IN QUESTA PROVA IL CANE DEVE GUADARE UN CORSO D’ACQUA RAGGIUNGENDO LA SPONDA OPPOSTA E RITORNARE DAL CONDUTTORE.

ZAC E’ PARTITO, HA GUADATO, E’ TORNATO ED E’ ANDATO…..DOVE VOLEVA LUI…

RECUPERATO NEI CAMPI VICINI.

PER ME E’ UN GRANDE! L’ANARCHIA TALVOLTA MI PIACE!

E’ STATO VERAMENTE UN MERAVIGLIOSO WEEK END. LA DOMENICA E’ ARRIVATO ANCHE IL NOSTRO PRESIDENTE NICOLA CON CHIARA E VERONICA CHE HANNO ASSISTITO ALLA CONSEGNA DEI 2 BREVETTI CON IL GIUDIZIO DI ECCELLENTE PER MIRKO E PER ENRICA CHE, A DIRE DEI GIUDICI, “DOVREBBE INIZIARE A PRESENTARSI AI TEST IRO PER RACCOGLIERE DELLE BELLE SODDISFAZIONI”

LADY IRO QUESTA VOLTA NON RIESCE A CHIUDERE L’ARTICOLO.

VOGLIO SOLO SMENTIRE L’INFORMAZIONE CHE DICE CHE I FEROMONI VENGONO PRODOTTI  DAI CANI.

ANCHE MIRKO, IO ED ENRICA LI PRODUCIAMO…….. AL PRIMO INCONTRO CI SIAMO ANNUSATI E SIAMO DIVENTATI SUBITO AMICI E ZAC E CAMILLA SONO I NOSTRI CANI……

 

ALLA PROSSIMA.

LADY IRO

AUSTRIA – 24/26 GIUGNO 2016 – RUBBLE COURSE

Il Gelso parte con 7 cani e 6 conduttori, questa volta per uno stage con Dujan Weber, istruttore  IRO per unità cinofile da macerie.

Lo scopo è quello di migliorarsi e divertirsi.

Gran bel lavoro e bravo istruttore che, con pazienza e precisione, ha provato a correggere i nostri errori ed a suggerirci nuovi esercizi.

Giornate intense e faticose perchè anche in Austria faceva caldissimo.

Tra i tanti ricordi porto a casa quelli più divertenti:

Luigino che, grande e grosso com’è, entrava ed ed usciva dalla cassa di Enzler come un orso.

Il meeting mattutino su chi aveva russato di più.

Le innumerevoli performance tra poliglotti che provavano a parlare un inglese che avrebbe fatto rabbrividire chiunque.

La caffettiera di Piero che tutti si aspettanvano scoppiasse da un momento all’altro e la mia corsa notturna in mutande e sotto la pioggia a caccia della Bella che era scappata per rincorrere un gatto.

Ci sono stati anche gli inconvenienti del mestiere ma qui mi fermo.

Anche queste occasioni però sono servite e mi fanno riflettere.

Nel frangente, preoccupati da altre cose ci siamo dimenticati di Piero e vorremmo chiedergli scusa per averlo ignorato, perchè lui è quella persona  che ci insegna ogni giorno che “ il lavorare con i cani non ha età”.

E’ il “CINOFILO” che tutti adoriamo.

Solo lui entra in campo macerie con il cane in impennata. Egli riesce a interagire con il suo cane nonostante tutto  e riesce a farci divertire quando inizia le gags con il suo amico di merende Luigino.

E’ il nostro “Cinofilo Perfetto”.

 Una Ola per te, grande Piero, dai ragazzi, chi più chi meno, del Gelso.

 

Lady IRO

 

 

C’ero anch’io tra i 6, eccomi qua. Coinvolta in questa avventura austriaca, proprio io che non mi mettevo in gioco da almeno quindici anni.

Già, perché, in fondo cosa sarà mai? Vai lì e al limite ti fai una vacanza di quattro giorni fra boschi e prati.

No, non funziona così, almeno per me, e soprattutto quando ho la possibilità di fare un’esperienza del genere…..pronti?….Viaaaa.

Dopo la difficile e sudata preparazione dei bagagli che devono essere essenziali, come raccomanda sempre qualcuno, partiamo.

Chi senza collari di ricambio, chi senza giacca di emergenza, chi con i sandali “sbriciolosi” alla Pollicino, chi senza pantaloni di ricambio per la sera, ma soprattutto io con le scatolette per i premi più grandi del mondo.

CHE INCUBO.

Gruppo ben assortito e decisamente disomogeneo il nostro: per esperienza, carattere, personalità….: ……”and so and so”.

Viaggio lungo per andare e per tornare e cani secondo me bravissimi a sopportare il tutto.

Caldo, asciutto, ma caldo; cuscini scomodi, caffè da schifo, cose che si dicono per dire …..il resto invece no….il resto fa parte di una storia che ti ricordi perché ti entra dentro e ti fa crescere, ti fa cambiare. Ti fa vedere quella parte di te, a quattro zampe, che è il tuo cane, con occhi diversi. Ti fa veramente capire che chi sbaglia, chi è scemo, chi ha le brutte giornate, chi non capisce, sei tu; e ciò non avviene mortificandoti ma dandoti una carica costruttiva grandissima.

Controllo, fiducia, fermezza, calma; piccoli passi ma sicuri, come per attraversare un torrente. Senza fretta arriverò dall’altra parte, se poi mi aiuto con una lunghina da 10 metri che costa un milione di dollari…è fatta.

C’è poi la persona che ti insegna, che ti guida e che ti spinge ad osservare,  ad attendere,  a vedere come il cane si muove, cosa fa, e di cosa può avere timore.

Deux Jean…..no,  non “due Gianni”…., questo è solo il modo per ricordare un nome per noi non comune, ossia…Dujan.

Vedere il suo sorriso soddisfatto e carico di ammirazione nel gioco-lavoro con Lilla era davvero stupendo. Attento Sandro quella “cagnolona Malin” piace a tanti.

Quattro giorni intensi di lavoro, di sveglia alle 5 e mezza, di emozioni, di bastonate psicologiche, di soddisfazioni e di incidenti, ma questo è ciò che si deve essere pronti ad affrontare.

Bollettino di guerra:  due cani fuori uso ma con recupero veloce e rientro nella truppa.

Ovviamente grande è il dispiacere per chi non ha potuto partecipare in pieno al corso ma sicuramente ogni cosa che ci mette a dura prova ci rende più forti…..consoliamoci così.

Personalmente c’è poco altro da raccontare a livello di cronaca ma non mi dilungo, molto invece ci sarebbe da dire sul bagaglio che mi porto a casa.

Cercherò di essere breve.

Esperienza indimenticabile non solo perché è stata la prima con tutte le incognite del caso e perché il corso a  mio parere è stato di alta qualità, ma soprattutto perché ora vedo le cose con occhi diversi. Ho davanti a me un obiettivo, uno solo e quando sarà raggiunto ne troverò un altro.

Piccoli passi ma di qualità perché ciò che conta è la qualità e non la quantità, così come la tempestività nel far capire al mio cane che ciò che ha fatto è giusto.

Forza amico mio a quattro zampe gioca e divertiti perché io credo in te ed è per questo che insieme cresceremo…sarà difficile, questo è certo…..but,…this is this!

Grazie ai miei compagni di esperienza Fiore, Elisa, Piero, Luigino, Sandro grazie al Gelso e ai cani Bella, Lilla, Marietto, Texas, Upam, Rosy.

Io e il mio cane (Maura).

ZACCARIA IL RIBELLE

 

Ora devo raccontarvi la storia di Zaccaria, un border un pò ribelle e della mia amica Enrica una piccola e dolce ragazza che, come me, ama i dolcetti.

Enrica è entrata nel Gelso quasi per caso, per volere di mamma e Luigino. All’inizio il suo problema era: “Che ci faccio in un gruppo di cinofili se non ho un cane”.

Per lei quello che era un sogno si è realizzato sabato 18 giugno alle 19:00 nel campo del Gelso dove si è svolto l’esame per  il brevetto operativo su macerie. Generosità e dedizione hanno fatto di lei un’ottima figurante prima e conduttrice poi.

Enrica infatti cinque anni fa ha avuto la temerarietà di scegliere Zaccaria, non un border qualsiasi, ma un figlio di Hook che, come si suol dire, non era certo “farina da fare ostie”.

Enrica dopo lungo lavoro si è rimessa alla prova: esame operativo di macerie, una selezione  articolata in più test, tutti a sbarramento. Non superando una prova non c’è la possibilità di accedere alle successive.

Cinque erano gli iscritti del nostro gruppo.

Abbiamo iniziato con i marcaggi, poi i tavoli. Negli esercizi di palestra due delle nostre unità sono stati eliminati ed altri due nella ricerca singola.

Zac, in questa prova, libero di muoversi come voleva, in neanche 4 minuti ha  trovato i due figuranti.

L’ultimo gelsomino rimasto in lizza.

Nella successiva prova in team il campo è stato diviso in due parti e la ricerca doveva essere fatta senza invadere lo spazio riservato all’altra unità cinofila.

Era la prova  che Enrica temeva di più  perché a quel ribelle le restrizioni non sono mai piaciute.

Pronti via. Per un pò Zac è rimasto nella sua zona ma …..eccolo che parte.

Quel “monello” aveva deciso di controllare tutto il campo invadendo la zona altrui.

Ero con il fiato sospeso, sentivo Enrica chiamarlo,  ma quel “monello” non aveva nessuna intenzione di cambiare idea e finalmente…….”Zaaaaaaaaaac” ecco l’urlo di battaglia quando Enrica si arrabbia.

Zac non è un cane stupido, sa che quell’urlo indica un limite invalicabile e finalmente è tornato indietro trovando e segnalando il figurante.

Che ansia!

Poi c’ è stata la condotta, un altro urlo per i rinvii e il terra resta.

Ce l’aveva fatta, adesso Zac è operativo.

Grande cane, anche se disubbidiente sa lavorare  veramente bene.

Sorrido sempre quando li vedo insieme, lei così dolce che si trasforma per farsi ascoltare e il suo grido di battaglia l’urlo        “Zaaaaaaaaaac”

Noi del gelso ormai lo gridiamo in coro.

Ti voglio bene “monello”

Dedicato ad una persona speciale e al suo cane ribelle

Con il cuore Lady Iro

 

“A TUTTA BIRRA”

 

Lui è Mirko, un conduttore emotivo.

Lei è Camilla, una giovane border collie con un grande cuore.

Dal 22 al 24 aprile insieme hanno deciso di lanciarsi nell’avventura dell’Iro test di Rovereto (TN), campionato italiano  test  “B” di superficie.

La prova ubbidienza è andata bene anche se dall’espressione del viso di Mirko era facile immaginare l’enorme tensione che stava provando.

La prova di ricerca in superficie, per me che guardavo da spettatrice è stata, come sempre, un’emozione fortissima figurarsi per Mirko che ha dovuto attendere 30 minuti (a 29 secondi dal limite) per sentire l’abbaio di Camilla che segnalava il ritrovamento del terzo ed ultimo figurante.

Binomio vincente: l’emotività coinvolgente di Mirko e la calma (che nasconde però tenacia e generosità) di Camilla.

Quel “Vai Vai Vai Vai”, dato con fiducia all’inizio della ricerca per invitarla a correre velocissima e leggera in mezzo al bosco, mi ha fatto capire che quella borderina non avrebbe mollato fino alla fine. E così è stato anche se gli ultimi 10 minuti (mancava ancora il ritrovamento di un figurante) sono stati un’agonia, sembrava che ormai il tempo fosse finito ed io non sentivo più niente, né abbaio né campanello.

Quello era il momento in cui l’affiatamento del binomio sarebbe dovuto emergere e così è stato. Mirko in quel momento ha deciso di controllare la cartina, verificare il percorso fatto e cambiare immediatamente tattica perché, per lui, non era stata bonificata perfettamente la zona vicina alla partenza.

Il figurante doveva essere là.

In sei minuti si è giocato il test: l’ho visto passarmi davanti di corsa e dietro di lui, tutti correndo, il giudice giapponese, la traduttrice e lo staff.

A 29 secondi dallo scadere del tempo ecco l’abbaio: ho rischiato un infarto.

Il resto sono solo abbracci, salti di gioia e una  giornata trascorsa ridendo e camminando a 20 cm. da terra.

Mi chiamano lady IRO perché in Italia non mi perdo una gara e questa è l’utima storia che ho vissuto, quella di una bellissima coppia, di una gara e di un gruppo che continua a darmi emozioni.

 

Un grazie di cuore a Mirko e alla dolcissima Camilla e un bacione enorme alla sfortunatissima Lilla che a causa di un’infezione non ha potuto la sua gara con Sandro.

Chissà, magari un giorno smetterò di guardarle le gare e comincerò a farle.

Fiore

ANNO NUOVO…VITA NUOVA!

Con l’inizio del nuovo anno è cominciata la tradizionale stagione ricca di appuntamenti.

A Rovereto, in un week end meteorologicamente dannato, tre nostre unità cinofile si sono cimentate in una gara di IPO-R fortemente condizionata dal maltempo.

A gioire è stato Mirko con Camilla (nella foto a destra) che, nonostante la giovane età del cane, ha superato una gara difficile.

Il 12 marzo il nostro gruppo ha organizzato nel campo macerie di Padova una sessione di esami operativi su macerie. Tre cani su undici hanno superato la prova e, devo dire, i più meritevoli.

Io sono uno di quelli “bocciati” e, anche se inizialmente la cosa mi è molto dispiaciuta perché ho visto svanire un sogno coltivato con fatica e tante ore di lavoro passate ad addestrarmi, posso dire di essermi divertito e di sentirmi soddisfatto.

Parlando con i “compagni di sventura”, grazie alle loro puntuali analisi, siamo riusciti a ritessere la trama del mio-nostro insuccesso e, alla fine, il sentimento che è prevalso è quello della soddisfazione e dell’orgoglioso (e non si tratta di amara consolazione) per quello che da un anno a questa parte siamo riusciti ad ottenere con i nostri cani.

Posso dire che, nonostante l’insuccesso, siamo stati una squadra orgogliosa di quello che abbiamo fatto e subito pronti a ripartire.

Sono stati “sportivi”, anche i cinofili degli altri gruppi, ed abbiamo saputo creare un clima di sana competitività sapendo gioire per i successi di tutti e dispiacersi per gli insuccessi.

E’ stata una giornata dove hanno “vinto” i migliori ma dove anche i vinti hanno dimostrato di potersi giocare la partita. Ha vinto il nostro gruppo che, senza falsa modestia, ha saputo gestire una prova così impegnativa.
Che si fa ora? Ci si rimbocca le maniche e con umiltà si ritorna a calcare il campo di addestramento perché, almeno io, ho poca voglia di mollare.
Luigino